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L'Astore Masseria – “Arèo” Red

Sale price€18,90

L’Astore Masseria – “Arèo” Red

Classification: Salento PGI Organic Red
Grape Variety: Susumaniello
Production Area: Cutrofiano (Grecìa Salentina, Puglia)
Soil: Silty-clay
Training System: Guyot and Spurred Cordon
Average Yield: 35–40 hl/ha
Vinification: In stainless steel, with spontaneous fermentation using a pied de cuve of its own yeasts for 10–14 days
Aging: In Georgian amphora for 8–12 months
Alcohol Content: 14%
Serving Temperature: 18–20 °C


Tasting Notes

Intense purple-red. On the nose, it releases elegant aromas of cherry, violet, withered rose, licorice, and cloves. On the palate, it is opulent and fresh, with well-present tannins and a long final persistence.


Food Pairings

Perfect with roasted pork knuckle, duck breast with balsamic vinegar, and game roasts accompanied by berry sauces. Also excellent with aged cheeses like Pecorino and aged Caciocavallo.

L'Astore Masseria – “Arèo” Red
L'Astore Masseria – “Arèo” Red Sale price€18,90

Manufacturing Company

L'Astore Masseria – “Arèo” Red


Nati da un’agricoltura pulita e sostenibile, nel rispetto di un paesaggio disegnato dalla cultura e dalla tradizione, dal 2010 i vini de L’Astore sono certificati “prodotti da uve biologiche”. Simbolo del territorio salentino nella sua vocazione rosatista e nei vecchi Alberelli di Negroamaro e di Primitivo; la nostra produzione valorizza gli antichi vitigni autoctoni come il Negroamaro, la Malvasia Nera, la Malvasia Bianca Antica, il Susumaniello ed il Primitivo.

In vigneto: si producono uve biologiche, coltivate senza l’aiuto di sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere) e senza l’impiego di organismi geneticamente modificati;

In cantina: si esegue la vinificazione utilizzando solo i prodotti enologici e i processi autorizzati dal regolamento 203/2012 inoltre, all’interno dei limiti e delle disposizioni imposte dalle normative, ogni produttore biologico certificato, segue la propria condotta specifica, utilizzando le pratiche enologiche che più si avvicinano al concetto personale di “agricoltura sostenibile”.